 |
 |
In questo momento ci sono, 7 Visitatori(e) e 0 Utenti(e) nel sito.
Non ci conosciamo ancora? Registrati gratuitamente Qui |
|
 |
 |
| |
  |
|
FA: la TAO dovrebbe essere basata sul rischio di ictus
|
|   |
 |
Posted by admin on Friday, 14 August @ 15:15:13 CEST
Contributed by Anonymous |
|
 |
 |
 |
I fattori di rischio
per l’ictus dovrebbero fornire indicazioni sull’impiego della terapia
anticoagulante nei pazienti con fibrillazione atriale.
La
fibrillazione atriale è il più comune disturbo del ritmo cardiaco in
grado di aumentare il rischio di ictus e di insufficienza cardiaca.
Le
lineeguida pubblicate nel 2006, a differenza di quelle del 2001, sono
focalizzate sulla prevenzione del rischio di ictus nei pazienti con
fibrillazione atriale.
Infatti, nel15-20% dei casi, l’ictus si presenta nelle persone affette da fibrillazione atriale.
Negli
Stati Uniti ed in Europa, i ricoveri ospedalieri per fibrillazione
atriale sono aumentati del 66% durante gli ultimi 20 anni.
Le
nuove lineeguida raccomandano l’assunzione giornaliera di Acido
Acetilsalicilico ( Aspirina ) ai dosaggi compresi tra 81 e 325mg, per
la prevenzione dei coaguli ematici nei pazienti con fibrillazione
atriale e nessun fattore di rischio per l’ictus.
L’Acido
Acetilsalicilico, o il Warfarin ( Coumadin ), è raccomandato per i
pazienti con un fattore di rischio definito moderato, come età
superiore ai 75 anni, ipertensione, insufficienza cardiaca, alterata
funzione sistolica ventricolare sinistra o diabete.
Il
Warfarin è raccomandato nelle persone con fattori di rischio elevati (
precedente ictus, attacco ischemico transitorio, embolia sistemica o
valvole cardiache prostetiche ) o con più fattori di rischio.
Le lineeguida forniscono elementi di priorità nella cura dei pazienti con fibrillazione atriale secondo i seguenti step:
1) controllo della frequenza cardiaca
2) prevenzione dei coaguli
3) correzione del disturbo del ritmo, se possibile
Il
controllo della frequenza cardiaca generalmente implica il
raggiungimento di una frequenza ventricolare di 60-80 battiti per
minuto a riposo e tra 90 e 115 battiti per minuto durante esercizio
moderato.
L’ablazione con catetere è considerata
un’alternativa alla terapia farmacologica nel trattamento dei pazienti
con fibrillazione atriale con un piccolo o nessun allargamento atriale
sinistro, ed in cui il trattamento farmacologico non è stato in grado
di controllare il disturbo del ritmo.
Il controllo della
frequenza cardiaca può rappresentare una terapia ragionevole nei
pazienti anziani con fibrillazione atriale persistente che soffrono
anche di ipertensione o malattia cardiaca.
Per le persone di
età inferiore ai 70 anni, soprattutto quelle con fibrillazione atriale
ricorrente e nessuna evidenza di sottostante malattia cardiaca, il
controllo del ritmo può rappresentare l’approccio di scelta dapprima
con i farmaci e qualora questi non dovessero funzionare con l’ablazione
transcatetere.
Le Guidelines for the Management of Patients
with Atrial Fibrillation sono state elaborate congiuntamente
dall’American College of Cardiology ( ACC ), American Heart Association
( AHA ) e dall’European Society of Cardiology ( ESC ). ( Xagena2006 )
Fonte: European Society of Cardiology, 2006
Nota: Tratto da Xagena Aritmologia |
|
 |
 |
| |
 |
 |
| Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. |
|
 |
 |
|
|
Spiacente, non sono disponibili i commenti per questo articolo. |
|
|