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Ascite: patogenesi e quadro clinico
Posted by admin on Tuesday, 06 October @ 16:34:24 CEST
Contributed by Anonymous
Medicina Interna Viene defintia come l’accumulo di una quantità eccessiva di liquido nella cavità peritoneale. Si verifica soprattutto in pazienti con cirrosi e con altre forme di grave malattia epatica.

Patogenesi 

L’accumulo di liquido ascitico rappresenta una condizione di eccessivo accumulo globale di sodio e acqua nell’organismo. Ancora non è chiaro il meccanismo alla base di questo squilibrio. 
  • Teoria dell’underfilling: suggerisce che la prima anomalia sia un inappropriato sequestro di liquido nel letto vascolare splancnico dovuto ad ipertono portale con conseguente diminuzione del volume effettivo circolante di sangue. L’apparente riduzione del volume intravascolare è avvertita dal rene che risponde trattenendo sodio e acqua. 
  • Teoria dell’overflow: qui il primo evento è l’inappropriata ritensione renale di sodio ed acqua in assenza di deplezione di volume.  
  • Teoria della vasodilatazione arteriosa periferica: tale ipotesi riunisce le due precedenti e spiega anche il frequente riscontro negli asciitici di ipotensione arteriosa ed aumento della gittata cardiaca. L’ipertensione portale determina vasodilatazione arteriolare splancnica, mediata dall’ossido nitrico, e determinerebbe underfilling e stimolazione del sistema renina-angiotensina, stimolazione simpatica e liberazione di ADH. 

Altri fattori contribuiscono alla formazione del liquido ascitico. L’ipertensione portale svolge un ruolo importante poiché aumenta la pressione idrostatica all’interno del letto capillare splancnico; la ipoalbuminemia e la ridotta pressione oncotica che ne consegue favoriscono la fuoriuscita di liquido dal plasma nella cavità peritoneale. 

Anche il rene svolge un ruolo nella genesi dell’ascite. I pazienti con ascite non eliminano un carico d’acqua in modo normale, presentano un aumentato riassorbimento di sodio soprattutto per aumentata attività reninica plasmatica e per iperaldosteronismo secondario. La ritensione di sodio è dovuta anche alla vasocostrizione renale, forse per gli aumentati livelli sierici di prostaglandine o catecolamine. 

Quadro clinico 

L’ascite viene notata dal paziente per aumento del volume addominale. Se l’accumulo è particolarmente abbondante può determinare dispnea in quanto va ad impedire quelle che sono le normali escursioni del diaframma. Se la quantità di liquido è sufficiente (maggiore di 500 cc) se ne può dimostrare obiettivamente la sua presenza con la percussione dell’addome che mette in evidenza un’ottusità spostabile con il decubito. La conferma diagnostiica si ha con l’esame ecografico dell’addome, ed in tal modo si possono anche avere indicazioni circa la quantità di liquido ascitico presente.
 
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