Iniziamo con questo articolo ad affrontare una delle patologie di frequente accesso nei dipartimenti di emergenza-urgenza, e di ricovero nelle corsie di medicina generale.
Patogenesi
La continua assunzione di alcool porta alla distruzione
degli epatociti. I fibroblasti giungono nella sede del danno e depositano
collagene. Setti di tessuto connettivo si formano nelle zone periportali e
pericentrali e possono alla fine congiungere gli spazi portali e le vene
centrolobulari.
Questa sottile rete di tessuto connettivo circonda piccoli
gruppi di cellule epatiche residue, che vanno incontro a rigenerazione e
formano noduli. Nonostante la rigenerazione degli epatociti, la quantità di
cellule distrutte di solito è maggiore di quelle rigenerate. Così con la
continua distruzione degli epatociti e la deposizione di collagene il fegato
diminuisce di dimensioni, acquista un aspetto nodulare e diviene duro quando si
instaura una cirrosi terminale.
Nella cirrosi post-epatitica vengono chiamati in causa i virus
epatotropi, tra cui i più frequenti sono l’HBV e l’HCV.
Nella cirrosi post epatitica il fegato è tipicamente ridotto
di diimensioni, ha forma distorta ed è composto da noduli di epatociti separati
da bande dense e ampie di tessuto fibroso. In questo tipo di cirrosi si ha
estesa e confluente perdita di cellule epatiche, collasso stromale e fibrosi
che causano la formazione diampie bande di tessuto connettivo che contengono
ciò che rimane degli spazi portali ed infine noduli irregolari di epatociti
rigeneranti, con diametro variabile da pochi millimetri a molti centimetri.
Quadro clinico
Talora clinicamente silente, nel 10-40% dei casi, scoperta
per caso durante accertamenti, laparotomie o accertamenti diagnostici di natura
autoptica, la cirrosi presenta un corteo di segni e sintomi che si presentano
circa 10 anni dopo di abuso alcolico.
L’anoressia e la malnutrizione causano calo ponderale e
riduzione della massa muscolare scheletrica. Spesso fanno la loro comparsa
ecchimosi anche per traumi molto lievi, astenia ingravescente e affaticamento.
Con il passare del tempo compaiono le manifestazioni cliniche della disfunzione
epatocellulare e dell’ipertensione portale, quali ittero, emorragia da varici
esofagee, ascite, encefalopatia porto-sistemica. Spesso è la comparsa di una di
queste complicanze che porta il paziente all’attenzione del medico.
Altri segni sono l’eritema palmare, gli angiomi stellati,
spider naevi, le dita a bacchetta di tamburo, la splenomegalia, la riduzione
della massa muscolare, l’ascite.
I maschi presentano inoltre una riduzione dei
peli corporei, ginecomastia, atrofia testicolare. Questo è dovuto all’aumento della produzione periferica
di estrogeni per ridotta clearance epatica del precursore androstenedione.
L’atrofia testicolare può essere dovuta, oltre all’aumento degli ormoni
estrogeni, anche ad un effetto tossico diretto dell’alcool.
Nelle femmine
invece è possibile la presenza di virilizzazione o alterazioni del ciclo
mestruale.
Nel corso del tempo il progredire della malattia rende il
paziente emaciato, debole ed itterico e segni di ipertensione portale come
l’ascite, divengono sempre più importanti. La maggior parte dei pazienti muore
in coma epatico, per emorragia delle varici esofagee, o per infezioni. La fase
terminale della malattia è spesso complicata da insufficienza renale
progressiva.
Classificazione di West Haven per la stadiazione
dell’encefalopatia epatica
0 – Nessuna
anomalia
1 – Lieve riduzione di consapevolezza, Euforia o ansia, Riduzione della capacità attentiva, Inadeguatezza nell’esecuzione di addizioni e sottrazioni.
2 – Letargia o apatia, Disorientamento temporale, Palese cambiamento di
personalità, Comportamento inappropriato.
3 – Disorientato nello spazio, Responsivo agli stimoli, Confuso,
Grossolanamente disorientato, Comportamento bizzarro.
4 – Coma.
L’encefalopatia epatica è sostanzialmente sostenuta dall’accumulo di
ammonio nel sangue. La maggior parte di ione ammonio si origina a livello della
flora batterica intestinale dove viene generato per attività ureasi batterica,
per degradazione delle proteine alimentari. Una quota inferiore si origina a
livello muscolare e renale. L’ammoniaca è trasformata in urea nel fegato (CICLO
DELL’UREA) e in glutaminanel fegato, cervello, muscolo scheletrico. L’urea
viene escreta nelle feci e nelle urine. Nella cirrosi, l’ammoniaca aumenta sia
a causa della disfunzione epatica sia in conseguenza degli shunt porto
sistemici: il risultato è un insufficiente metabolismo dell’ammonio. L’ammoniaca
supera facilmente la barriera ematoencefalica determinando, un effetto
neurotossico, sia eccitatorio che inibitorio, sinergico con altre neurotossine
aumentate nella cirrosi per diminuita detossificazione da parte del fegato. L’ammonio
causa anche rilevanti alterazioni della trasmissione GABA-ergica.
I recettori del GABA diventano infatti ipersensibili e si instaura un
ipertono GABAergico con effetto inibitorio del SNC.