Apr 16

Trionfalismo? Anche no.

Il vaccino antinfluenzale. Storia.

Le Regioni acquistano i vaccini, li distribuiscono alle zone distretto e i medici incaricati organizzano la distribuzione in modo capillare.

La Regione Toscana ha acquistato un milione e mezzo di vaccini antinfluenzali e come sempre accade i medici del territorio (cure primarie, igiene pubblica, medici di famiglia) hanno distribuito in modo capillare e bene tale vaccino proteggendo le categorie a rischio. Questo accade tra ottobre, quando si acquistano, e gennaio, quando si fanno gli ultimi vaccini, ma di solito si finisce a dicembre. Tre mesi.

Questo accade anche per altri vaccini.

Per i vaccini contro il Covid non è andata così.

Ad oggi 16 aprile alla Toscana sono stati consegnati in totale 1.121.530 vaccini. Ne sono stati somministrati 942339.

Abbiamo cominciato a vaccinare a fine dicembre. Siamo quasi a quattro mesi.

Sono evidenti i ritardi, dimostrati dai numeri, nonché una organizzazione che non si è dimostrata all’altezza delle precedenti campagne vaccinali. Al solito gli unici a rimetterci medici e infermieri che con enorme spirito di abnegazione sono stremati e vaccinano ad ogni ora del giorno e della sera festivi e prefestivi inclusi.

Il punto è proprio qui.

Le precedenti campagne vaccinali erano organizzate da tecnici: i medici. La politica pensava solo all’acquisto. In questo caso l’organizzazione è stata tolta ai medici e le decisioni vaccinali sono state decise dall’alto.

In questo caso la politica ci ha messo del suo con problemi, a mio modesto avviso, di natura etica che interessano la coscienza dei decisori.

Quel 209.000 di “altro” e quel 42.000 di “personale non sanitario” se fosse stata lasciata l’organizzazione ai tecnici sarebbe andato a beneficio dei fragili e degli over 70.

Questi sono i numeri.

Volevo aggiungere un’altra cosa.

Il trionfalismo nauseante di alcuni colleghi prestati alla politica (dove io son durato poco per la mia formazione scientifica che mi toglie da ogni imbarazzo).

Qualcuno dice che nessuno è stato lasciato indietro durante quest’anno difficile.

Al solito io penso che un tecnico serio deve citare le fonti.

E le fonti sono quelle del giornale italiano di epidemiologia che mostra (numeri alla mano) il dramma che cova sotto la cenere. Stiamo parlando di un’altra pandemia nascosta.

Ma il dato più allarmante ce lo fornisce proprio Agenas (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna (che non è la bocciofila di Vecchiano) ha analizzato i numeri sulle prestazioni.

Vi invito ad analizzare il calo (crollo?) in ambito oncologico in Toscana per interventi in classe di priorità A per tumori di mammella e prostata. Rispettivamente meno 19% la mammella, e meno 29% la prostata.

Potete leggerne anche altri.

O analizzare anche gli indicatori di altre malattie (es. cardiovascolare).

Quindi i trionfalismi lasciamoli ai politicanti da quattro soldi. Se avete studiato (e qui mi rivolgo ai colleghi) quando si apre bocca si legge SEMPRE la bibliografia. Che in questo caso è impietosa.

Testa bassa, china e avanti a lavorare.

Che c’è da fare tanto.


Dati:

  • https://repo.epiprev.it/index.php/2020/07/06/monitoraggio-dellimpatto-indiretto-di-covid-19-su-altri-percorsi-assistenziali/
  • https://www.agenas.gov.it/covid19/web/index.php?r=site%2Fresilienza

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